CHI SIAMO

Siamo un gruppo di uomini e di donne che condividono l’urgenza di affermare l’inaccettabilità di ogni forma di violenza e prevaricazione agita dagli uomini nei confronti delle donne; la necessità di un’assunzione di responsabilità, individuale e sociale, del problema della violenza maschile contro le donne; l’esigenza di promuovere un patto di cittadinanza, tra uomini e donne, fondato sul riconoscimento della differenza sessuale e sul principio dell’inviolabilità del corpo femminile.

Pensiamo

Pensiamo che la violenza maschile contro le donne sia un problema strutturale complesso determinato da profonde connessioni tra codici culturali, sistemi di potere e comportamenti individuali.

 

Sappiamo

Sappiamo che contrastare la violenza maschile contro le donne richiede strategie di intervento articolate ed ecologiche che investano in modo interconnesso la dimensione individuale e interpersonale; quella comunitaria e di gruppo; quella istituzionale e sociale.

 

Vogliamo

Vogliamo contribuire con il nostro impegno a promuovere una strategia coordinata e permanente per sradicare i sistemi di potere/sapere da cui la violenza trae alimento. Una strategia incardinata nella rete antiviolenza presente sul territorio metropolitano di Bologna. Una strategia che comprenda attività rivolte agli uomini autori di violenza; la definizione di procedure e protocolli di intervento nelle situazioni di violenza; azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione, capaci di produrre un cambiamento politico culturale e di rispondere alle specificità dei bisogni via via emergenti dai soggetti impegnati in quest’ambito.

 

Come ci siamo conosciute/i

Alcuni/e di noi si sono conosciuti nel 2008 nel corso di un progetto (MUVI - Developing strategies to work with men who use violence in intimate relationships) sul tema degli uomini autori di violenza promosso e coordinato dal Comune di Bologna in partnership con l’associazione Casa delle donne per non subire violenza. Il progetto prevedeva un’azione formativa curata dal Centro Alternative To Violence di Oslo, la prima realtà europea impegnata nel lavoro con gli autori di violenza. Da quell’esperienza e da quella relazione è nata l’idea di costituire l’associazione Senza Violenza (2013) e successivamente (2017), grazie al supporto della Casa delle donne, del Comune di Bologna, di ASP Città di Bologna e di ASC InSieme di aprire il Centro omonimo.

 

L’associazione Senza Violenza

Senza Violenza è un’associazione costituitasi nel 2013 in seguito a due importanti progetti europei sul tema degli uomini autori di violenza: uno (1998-1989) promosso dalla Casa delle donne di Modena in partneship con il Centro Alternative To Violence di Oslo, l’Università di Edinburgo, l’Università autonoma di Barcellona e l’Università di Atene; l’altro (2008-2009) promosso e coordinato dal Comune di Bologna, in partneship con l’associazione Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, il Centro Alternative To Violence di Oslo in qualità di partner esperto e altre organizzazioni di Barcellona e Atene.

La sua costituzione non solo è susseguente alla presenza sul territorio di riferimento di più Centri Antiviolenza, che la Convenzione di Istanbul indica come precondizione necessaria, invitando a “stabilire e attuare [con esso] programmi in stretto coordinamento”, ma è anche espressamente debitrice all’esperienza dei Centri Antiviolenza, da cui deriva il carattere pro-femminista e con i quali condivide l’impegno a far cessare la violenza per ristabilire, innanzitutto, la sicurezza e l’autodeterminazione delle donne che ne sono vittime. Senza Violenza ha preso parte alla costituzione del network europeo WWP-Working with perpetrators di cui è dal 2014 membro fondatore.

Dal 2016, l’associazione è iscritta all’Albo regionale delle Associazioni di Promozione Sociale (APS).

 

Il Centro Senza Violenza

Nel 2017 l’apertura del Centro per uomini autori di violenza è resa possibile nella cornice di un progetto presentato dall’associazione Casa delle donne per non subire violenza al Dipartimento Pari Opportunità (RADICE) con il partneriato del Comune di Bologna, di ASP Città di Bologna e di ASC InSieme.

Il Centro è un luogo ideato a partire dall’esperienza e dal punto di vista che le donne hanno espresso sulla violenza maschile. Esso è supportato da uno specifico Protocollo di collaborazione sottoscritto, oltre che da Senza Violenza, da Comune di Bologna, Casa delle donne e ASP Città di Bologna.

Per sostenere questo approccio la Casa delle donne per non subire violenza, in collaborazione con Senza Violenza, ha elaborato delle Linee guida per favorire la collaborazione tra Centri Antiviolenza e Centri per gli uomini maltrattanti. In esse è rimarcata l’importanza dei Centri per uomini ai fini dello svelamento dell’invisibilità di chi agisce violenza, affinché sia oggetto di approfondimento e di valutazione delle istituzioni preposte al contrasto e perché la responsabilità della violenza non ricada sulle donne che ne sono vittime.

 

I soci fondatori e la socia fondatrice

Paolo Ballarin, co-presidente, psicologo psicoterapeuta, svolge attività libero professionale come psicoterapeuta individuale e di gruppo dal 2000, con adulte/i e coppie. È formato in Psicoterapia individuale e di gruppo Centrata sul Cliente, in Psicoterapia Biosistemica e in Psicoterapia Sensomotoria per la cura di esperienze traumatiche. È docente di Psicologia Umanistica presso l’Istituto di Psicologia Somatorelazionale e lavora da anni in ambito psicosociale come consulente e supervisore per Pubbliche Amministrazioni, associazioni e cooperative. Ha svolto attività educativa e formativa per insegnanti sui temi dell’educazione alla relazione e all’identità e differenza di genere come membro del gruppo di ricerca Alla scoperta della differenza e ha realizzato attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, a operatori e operatrici psico-socio-educativi e alle Forze dell’Ordine sui temi della violenza contro le donne e del trattamento di uomini autori di violenza in relazioni di intimità. È autore di diversi articoli e co-autore di un volume sull’approccio corporeo in psicoterapia.

Giuditta Creazzo, co-presidente, è una ricercatrice senior, di formazione giuridico criminologica, impegnata da diversi anni nel campo della violenza maschile contro le donne. Dal 1990 svolge attività di consulenza e formazione e collabora a numerosi progetti di ricerca locali, nazionali e internazionali. Ha co-progettato e coordinato tre progetti europei sul tema della violenza maschile contro le donne, finanziati dal programma Dafne: Men who use violence: What to do with them? (Dafne I); MUVI-Developing strategies to work with men who use violence in intimate relationships (Dafne II); WoSafeJus – Why Doesn’t She Press Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice (Daphne III). Dal 1990 è socia della Casa delle donne per non subire violenza; dal 1997 è coordinatrice e responsabile scientifica del Gruppo Osservatorio del Coordinamento regionale dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna. È autrice e curatrice di alcuni libri, saggi e ricerche in materia.

Gabriele Pinto socio fondatore, è psicologo psicoterapeuta, membro clinico della Società Internazionale di Analisi Transazionale (SIAT), formato in Ipnosi e Programmazione Neurolinguistica e in Costellazioni Sistemiche presso l’Istituto Italiano di Programmazione Neurolinguistica (IIPNL) di Bologna. Dagli anni Novanta affianca all’attività di terapeuta quella di supervisore di cooperative, associazioni e gruppi che si occupano di disagio, adulto e minorile, con particolare riferimento ai problemi di conflitto e di violenza intrafamiliare. Dal 1995 al 2008 ha fatto parte del gruppo di ricerca Alla scoperta della differenza, una delle prime esperienze in Italia di educazione alla differenza e alla relazione di genere. Ha svolto per venti anni attività di psicologo presso alcuni Sportelli di Ascolto nelle scuole del territorio bolognese. È formatore in ipnosi post-eriksoniana presso l’istituto italiano PNL Meta di Bologna. Dal 2008 collabora con la Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna.

I soci fondatori e la socia fondatrice di Senza Violenza si sono formati, all’interno del progetto MUVI - Developing strategies to work with men who use violence in intimate relationships nel trattamento di uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità, secondo il modello del Centro Alternative To Violence (ATV) di Oslo. Dal 2009 hanno continuato il percorso formativo con la stessa organizzazione fino ad oggi.

 

I soci e le socie dell’associazione

A oggi l'associazione conta 18 tra soci e socie che condividono i principi e le finalità rappresentati nello Statuto e provengono da percorsi e formazioni diverse: antropologica, psicologica, politico-sociale, giuridico-criminologica. Alcuni/e di loro, che lavorano presso il Centro Senza Violenza con uomini autori di violenza, hanno partecipato alle diverse formazioni organizzate dall'associazione con il Centro Alternativ til Volg (Alternative alla violenza) di Oslo. 
L’associazione riconosce l’apporto di militanti, ricercatrici e ricercatori appartenenti a minoranze etniche e/o linguistiche e culturali e/o di diversa tendenza sessuale e la rilevanza del concetto teorico politico di intersezionalità, intesa sia come compresenza di differenze sia come intersecarsi in esse di sistemi diversi di potere.

 

Documenti dell'associazione

Atto costitutivo

Statuto

Obblighi di trasparenza per le erogazioni al no profit (Legge 124/2017)